A cosa serve un impianto autoclave?

impianto autoclave, come ripararlo

Prima di spiegare a cosa serve un impianto autoclave partiamo con il dire che un’autoclave è l’impianto necessario ad aumentare e quindi ad incrementare la pressione dell’acqua laddove quella prodotta dalla rete di distribuzione non sia sufficiente.

Oggi ci occupiamo proprio delle caratteristiche di questo tipo di impianto, della corretta posizione nella quale installarlo all’interno di un’abitazione proprio come la tua, oppure di un condominio.

Per rendere meglio l’idea del concetto di autoclave, riassumiamo le molte domande delle persone interessate a questa soluzione, in tre principali che sono:

  • Che cosa è un autoclave?
  • Quale è il corretto posizionamento di un impianto autoclave?
  • Impianti a caduta ed impianto autoclave: quali differenze ci sono tra un impianto di distribuzione dell’acqua ed un altro?

Che cosa è un impianto autoclave?

Quando è necessario aumentare la pressione dell’acqua o comunque di un liquido in genere si deve fare ricorso ad un impianto idoneo al risultato.

La pressione dell’acqua potabile non è stabile ed anzi varia  per diverse ragioni che sono imputabili al punto di consegna oppure alla quantità di acqua consumata. E’ proprio la pressione dell’acqua ad essere responsabile di perdite di carico delle tubature.

Quando quindi la pressione dell’acqua così come distribuita dal servizio idrico risulta insufficiente, il condominio ricorre all’impianto autoclave per servire adeguatamente gli appartamenti che si trovano ad una certa altezza.

La pressione in bar, (che è l’unità di misura di riferimento) di rete è già di solito sufficiente a raggiungere altezze di alcune decine di metri ma se fossimo in presenza di condomini alti più di dieci metri, gli appartamenti posti al di spora di questa altezza potrebbero subire delle difficoltà di approvvigionamento di acqua in termini di stabilità e di getto, andando incontro a disagi e malfunzionamenti.

Abbiamo visto in poche parole che cosa è un impianto autoclave, adesso ci addentriamo nel suo funzionamento per capire a cosa serve.

A cosa serve l’autoclave?

L’impianto autoclave è quello che da stabilità al getto dell’acqua che esce ad esempio da uno dei rubinetti di un appartamento posto ad uno degli ultimi piani di un condominio alto più di dieci metri, senza il rischio di affievolimento del getto.

Quale è il corretto posizionamento di un impianto autoclave?

Per capire quale sia il corretto posizionamento di un impianto autoclave bisogna prima capire a chi verrà riservato il suo utilizzo.

Posizionare un impianto autoclave condominiale al meglio ed in condizioni di sicurezza è essenziale affinché sia efficiente e rispondente al compito affidatogli.

Se deve servire un intero condominio, con i relativi impianti idraulici, l’impianto viene installato di solito nel seminterrato perché il suolo offre una base di appoggio adeguata a sostenere il peso dell’impianto stesso ed anche perché, trovandosi al di sotto degli appartamenti e quindi in un locale isolato, il rumore prodotto dall’impianto autoclave viene attutito dal locale che lo ospita e dallo spazio immediatamente a ridosso.

Se invece l’impianto autoclave deve servire soltanto gli appartamenti degli ultimi piani, allora è possibile installarlo sul terrazzo condominiale dando luogo però a tutte le dovute verifiche tecniche.

Impianto a caduta ed impianto autoclave: quali differenze ci sono tra un impianto di distribuzione dell’acqua ed un altro?

Rimanendo nell’ambito civile e della distribuzione dell’acqua potabile, gli impianti di distribuzione si possono suddividere in due macro categorie che sono:

Impianto a caduta o serbatoio aperto oppure Impianto autoclave.

impianto-autoclave-milano

Impianto a caduta

Questo tipo di impianto, anche detto a serbatorio aperto, è composto da una pompa per la ricezione dei flussi di acqua dall’acquedotto, l’acqua così raccolta viene inviata ai serbatoi che sono collegati con l’atmosfera e quindi aperti.

Dove trovano posizione i serbatoi?

I serbatoi dell’impianto a caduta trovano posizione solitamente sopra all’ultima stanza dell’ultimo appartamento che dovrà usufruire della distribuzione dell’acqua perché così, per effetto della gravità, si otterrà una pressione di uscita dell’acqua direttamente proporzionale alla differenza delle quote tra serbatoio e rubinetto.

Impianto autoclave

A differenza dell’impianto a caduta che utilizza serbatoi aperti, l’impianto autoclave ha un serbatoio chiuso che contiene aria in pressione ma negli impianti di nuova generazione l’aria compressa può essere sostituita da una speciale membrana così da poter realizzare serbatoi più piccoli.

Nel serbatoio dell’impianto viene accumulata una certa quantità di acqua prelevata dalla rete in maniera che coesista al suo interno con l’aria in pressione.

L’ impianto impiega inoltre una pompa elettrica che abbia adeguata portata e prevalenza ed un  pressostato, ossia da un interruttore in grado di accendere e spegnere la pompa in funzione della pressione dell’acqua

Il funzionamento di questo tipo di impianto è in grandi linee quello che segue.

Quando la pompa spinge l’acqua all’interno del serbatoio, l’aria già presente all’interno si comprime per effetto dell’acqua in entrata ed in questo modo la pressione aumenta. Una volta raggiunta la pressione stabilita la pompa dell’impianto si spegne in automatico.

Ogni volta che un rubinetto viene aperto e quindi dal serbatoio fuoriesce dell’acqua, l’aria all’interno del serbatoio aumenta di volume riducendo di volta in vola la pressione dell’acqua.

Quando la pressione si riduce al di sotto di un valore impostato la pompa riprende a funzionare così da dare il via ad un nuovo ciclo identico al precedente.

In presenza di edifici con più piani da servire con questo sistema, ci sarà più di un impianto idraulico con serbatoio e autoclave perché ciascun impianto avrà una diversa pressione così da servire adeguatamente i piani più in alto e quelli più in basso.

Di norma gli impianti autoclave condominiali vengono dotati di un interruttore orario che ne permette lo spegnimento nelle ore notturne per limitare il disturbo prodotto dal rumore durante il funzionamento.

Lo spegnimento notturno dell’impianto può causare disagi?

Di norma no perché di notte il consumo dell’acqua è limitato e di conseguenza la pressione di consegna è maggiore rispetto al giorno.

Per l’installazione e l’assistenza pronto intervento sul tuo impianto autoclave contatta solo tecnici idraulici preparati come quelli di SK Idraulica!

FAQ

Un impianto autoclave condominiale è un sistema progettato per garantire una pressione costante dell’acqua all’interno dell’edificio, soprattutto nei condomini con più piani o in zone con bassa pressione idrica. Le sue caratteristiche principali includono:

  • Serbatoio di accumulo: per raccogliere l’acqua dalla rete idrica prima di essere pressurizzata.
  • Pompa di pressurizzazione: che spinge l’acqua nei tubi a una pressione adeguata.
  • Vaso di espansione: che bilancia la pressione ed evita continui avviamenti della pompa.
  • Pressostato: che regola l’accensione e lo spegnimento della pompa in base alla pressione dell’acqua.
  • Valvola di non ritorno: per evitare riflussi indesiderati.
  • Quadro elettrico di controllo: per la gestione automatica del sistema.

Un impianto autoclave ben progettato assicura un flusso d’acqua costante, riduce i consumi energetici e limita il rischio di sovraccarico della rete idrica condominiale.

Il riempimento di un impianto autoclave deve essere eseguito con attenzione per evitare problemi di cavitazione o danni alla pompa. I passaggi fondamentali sono:

  1. Chiudere le valvole di mandata e ritorno per isolare l’impianto dalla rete idrica.
  2. Aprire la valvola di riempimento per far entrare l’acqua nel serbatoio di accumulo.
  3. Verificare il livello dell’acqua per assicurarsi che il serbatoio sia sufficientemente pieno.
  4. Accendere la pompa a bassa velocità per evitare sbalzi di pressione.
  5. Spurgare l’aria dal sistema utilizzando le valvole di sfiato per prevenire bolle d’aria nei tubi.
  6. Monitorare la pressione e regolare eventuali pressostati per garantire un funzionamento ottimale.

Una volta completato il riempimento, l’impianto deve essere testato per assicurarsi che la pressione dell’acqua sia costante e che non ci siano perdite o anomalie nel sistema.

Il vaso di espansione è un componente essenziale dell’impianto autoclave perché:

  • Compensa le variazioni di pressione dovute al funzionamento della pompa, evitando sbalzi che potrebbero danneggiare l’impianto.
  • Riduce l’avvio frequente della pompa, diminuendo l’usura del motore e il consumo energetico.
  • Previene colpi d’ariete, ossia picchi di pressione che possono causare danni alle tubazioni.
  • Migliora la stabilità del sistema, garantendo una pressione costante dell’acqua in tutta la rete idrica.

Il vaso di espansione è solitamente diviso in due camere separate da una membrana: una contenente acqua e l’altra aria compressa. Quando la pompa entra in funzione, il vaso assorbe la pressione in eccesso, rilasciandola gradualmente per mantenere un flusso uniforme. Un vaso di espansione ben dimensionato è fondamentale per il corretto funzionamento dell’autoclave e per prolungarne la durata nel tempo.

Hai un problema idraulico e vuoi risolverlo subito?

Contatta SK Idraulica, operiamo a Milano ed in Provincia

Sconto speciale
del 20%

sulla riparazione se usi in telefonata
il codice SS2025